Quattro casi presi dai fogli di prova
Quando il cambio non torna
Due fogli della stessa banca parlano della stessa operazione e riportano due cambi diversi. Non è per forza un errore. Quasi sempre c'è una ragione, e trovarla è proprio quello che si impara a fare in aula, con l'assistente che legge e tu che decidi.
La contabile usa il cambio del giorno dell'ordine, l'estratto quello del giorno in cui i soldi si muovono davvero. Due date, due cambi, tutti e due corretti.
Il cambio sul foglio del titolo è pulito; quello sull'estratto del conto include una piccola maggiorazione. La differenza è una spesa, e va scritta come tale.
Un dividendo in dollari arriva già convertito, con una ritenuta estera tolta prima. L'assistente separa le tre cifre: lordo in valuta, ritenuta, netto in euro.
Un fondo in franchi valorizza le quote in un giorno e addebita due giorni dopo. Il cambio del primo foglio non serve a capire il secondo.
Che cosa fa l'assistente
Legge i due fogli e ti dice: questa è la stessa operazione, questi sono i due cambi, questa è la differenza. Poi ti propone una spiegazione tra quelle che conosce, e ti chiede quale vale. Se nessuna vale, la riga va nella lista delle domande per la banca. Non sceglie mai lui il cambio da scrivere nel registro.
Che cosa non fa
Non dice se il cambio era conveniente, non lo confronta con i listini di altre banche e non calcola niente che abbia a che fare con le imposte. Il suo lavoro finisce quando le due cifre stanno sulla stessa riga, con la loro fonte.